reparto :: saggi e storia fotografia
Per conoscere la storia della fotografia mondiale o confrontare il tuo approccio all'immagine con quello dei più importanti critici ed esperti d'arte, i testi fondamentali proposti sia in lingua inglese che italiana.

Solo per i volumi di questo elenco, siamo in grado di spedire contemporaneamente fino a un massimo di 3 titoli alla tariffa ridotta di 6,00 € per il pagamento in contrassegno o di 4,00 € per il pagamento con bonifico, carta di credito o paypal.



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 Meditazione e Fotografia
di Diego Mormorio

La fotografia è diventata per noi una presenza costante: segna le nostre vacanze, le nostre passeggiate, i momenti particolari. È naturale, dunque, che chi s’incammina sulla strada della meditazione possa ricorrere al linguaggio della fotografia, così come consiglia il monaco zen Thich Nhat Hanh quando dice: "I meditanti sanno da sempre di dover usare i loro occhi e il linguaggio del tempo a cui appartengono per esprimere la propria profonda comprensione".
Sia la tradizione orientale che quella occidentale considerano l’organo della vista la base e l’origine di ogni conoscenza. L’occhio è il centro dell’uomo. Parte da qui Diego Mormorio per riflettere sul rapporto possibile e stimolante tra la pratica della meditazione e l’esercizio del fotografare. Se, come dicono i maestri zen, "meditare è vedere le cose così come sono", allora l’apparecchio fotografico, potenziamento dell’organo della vista, può penetrare più a fondo nell’apparenza delle cose, fino a diventare un vero occhio meditativo.
Diego Mormorio ripercorre la storia dello sguardo nell’arte, mostra le tracce di una possibile concezione zen del linguaggio fotografico nel lavoro di grandi autori del nostro tempo, fino a suggerire pratiche e tecniche utili a vivere la fotografia come un esercizio mentale e spirituale.
Per gli amanti della fotografia e per chi si interessa di meditazione, questo libro è un viaggio complesso e affascinante all’interno di un possibile e inusuale modo di concepire l’azione del fotografare: "Del resto, non dimentichiamolo, l’obiettivo di chi pratica la fotografia come meditazione è assai più impegnativo del conseguimento di un risultato esclusivamente estetico. È quello di imparare a guardare e di trovare nell’osservazione la più grande scuola di vita, il nostro principale maestro".

ed. Contrasto, 2008
Copertina morbida, 15 x 21 cm
168 pagine, fotografie b/n
Lingua italiana

disponibilità: 5 giorni


[cod. v167]
Euro 19,00 €
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 Catturare il Tempo. Lentezza e rapidità nella fotografia
di Diego Mormorio

Dopo il successo di "Meditazione e fotografia", Diego Mormorio affronta la storia delle immagini fotografiche con un approccio del tutto insolito e innovativo. In un libro agile e di godevole lettura, racconta la storia della fotografia a partire dal tempo di posa, trattando così il tema della rapidità e della lentezza. Torna brevemente all’origine greca dell’immagine fotografica, per poi partire dalla prima fotografia di Nicéphore Niepce, ottenuta con otto ore di posa nel 1826-27. Prosegue poi la sua carrellata di immagini, passando dalla prima dagherrotipia in cui compare una persona e giungendo infine alle immagini ottenute con l’illuminazione stroboscopica ottenute dall’ingegnere elettronico americano Harold Eugene Edgerton e dal grande fotografo di origine albanese Gjon Mili. Diego Mormorio va dunque dalle immagini ottenute con lunghissime pose fino a quelle realizzate con un milionesimo di milionesimo di secondo, non senza aver portato il lettore nell’affascinante mondo del primo reportage, realizzato nel 1843 dagli scozzesi David Octavius Hill e Robert Adamson, nel villaggio di pescatori di Newhaven , vicino a Edimburgo, ora parte di questa città.

ed. Postcart, 2011
Copertina morbida, 12 x 20 cm
120 pagine, fotografie b/n e colori
Lingua italiana

disponibilità: immediata


[cod. v244]
Euro 12,50 €
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 Get the Picture. A Personal history of photojournalism
di John Morris

Get the Picture è lo straordinario racconto di una delle figure più interessanti del ventesimo secolo, John Morris. È lui il photo editor che ha documentato i momenti più significativi della storia moderna e che ha stretto un rapporto privilegiato con il mondo della fotografia e con i grandi fotografi del secolo scorso. "I photo editor" scrive Morris, "decidono inconsapevolmente (ma anche consapevolmente in alcuni casi) dei gusti, sono ufficiosi guardiani della moralità, trafficanti di talenti, complici della celebrità. Ma la cosa più importante (o forse inquietante) è che sono coloro che fissano la ‘realtà’ e la ‘storia’". Ed è vero che Morris ha commissionato, redatto e pubblicato le foto che hanno contribuito a definire la storia recente, ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più grandi fotografi del secolo scorso come Robert Capa, Henri Cartier-Bresson e W. Eugene Smith. L’autore rivela le storie che stanno dietro a dozzine di immagini famose, ci offre un ritratto intimo degli uomini e delle donne che le hanno scattate e racconta innumerevoli e rocamboleschi aneddoti personali dei suoi incontri con celebrities tra cui Alfred Hitchcock, il generale Patton, Marlene Dietrich, Ernest Hemingway, Lee Miller, Andrei Sakharov e molti altri. Get the Picture è il resoconto appassionato e avvincente di una vita vissuta a pieno, quella di John Morris, ancora oggi uno dei principali portavoce di un giornalismo che opera in nome della verità.

ed. Chicago Press, 2002
Copertina morbida, 15,5 x 23,5 cm
330 pagine, fotografie b/n e colori
Lingua inglese

disponibilità: immediata


[cod. v168]
Euro 15,00 €
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 Get the Picture. Una storia molto personale del fotogiornalismo
di John Morris

Get the Picture è lo straordinario racconto di una delle figure più interessanti del ventesimo secolo, John Morris. È lui il photo editor che ha documentato i momenti più significativi della storia moderna e che ha stretto un rapporto privilegiato con il mondo della fotografia e con i grandi fotografi del secolo scorso. "I photo editor" scrive Morris, "decidono inconsapevolmente (ma anche consapevolmente in alcuni casi) dei gusti, sono ufficiosi guardiani della moralità, trafficanti di talenti, complici della celebrità. Ma la cosa più importante (o forse inquietante) è che sono coloro che fissano la ‘realtà’ e la ‘storia’". Ed è vero che Morris ha commissionato, redatto e pubblicato le foto che hanno contribuito a definire la storia recente, ha lavorato a stretto contatto con alcuni dei più grandi fotografi del secolo scorso come Robert Capa, Henri Cartier-Bresson e W. Eugene Smith. L’autore rivela le storie che stanno dietro a dozzine di immagini famose, ci offre un ritratto intimo degli uomini e delle donne che le hanno scattate e racconta innumerevoli e rocamboleschi aneddoti personali dei suoi incontri con celebrities tra cui Alfred Hitchcock, il generale Patton, Marlene Dietrich, Ernest Hemingway, Lee Miller, Andrei Sakharov e molti altri. Get the Picture è il resoconto appassionato e avvincente di una vita vissuta a pieno, quella di John Morris, ancora oggi uno dei principali portavoce di un giornalismo che opera in nome della verità.

ed. Contrasto, 2011
Copertina morbida, 15 x 21 cm
200 pagine, fotografie b/n e colori
Lingua italiana

disponibilità: immediata


[cod. v169]
Euro 21,90 €
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 L'immagine del desiderio - Fotografia di moda tra arte e comunicazione
di Federica Muzzarelli

Moda e fotografia sono territori che si sviluppano in osmosi, attingendo l’uno dall’altro suggestioni e idee capaci di alimentare l’immaginario collettivo e influenzare comportamenti sociali, cultura visuale e ricerca artistica. Seguendo l’intrecciarsi di questi mondi, l’autrice racconta i percorsi dell’immagine di moda attraverso l’individuazione di idee chiave che da sempre appartengono all’identità e alla filosofia del fotografico: il recupero della memoria tra album di famiglia e modalità snapshot, il voyeurismo e il gossip divistico, la fuga fantastica nelle dimensioni filmica e teatrale.
Una ricognizione ampia e trasversale in grado di cogliere quegli incroci tra arte, moda e fotografia che costituiscono lo scenario della nostra contemporaneità.

ed. Bruno Mondadori, 2009
Copertina morbida, 19 x 23 cm
208 pagine, fotografie b/n e colori
Lingua italiana

disponibilità: immediata


[cod. v170]
Euro 22,00 €
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 Le origini contemporanee della fotografia
di Federica Muzzarelli

Cosa hanno in comune il dagherrotipo e la polaroid, gli Alinari e i coniugi Becher, Marcel Duchamp e Cesare Lombroso, la Contessa di Castiglione e Luigi Ontani? Da queste domande è nata la curiosità di rileggere le vicende della fotografia ottocentesca con uno sguardo a ciò che l’arte avrebbe poi sperimentato a partire dal XX secolo, quando le Avanguardie Storiche sarebbero giunte a sconvolgere inesorabilmente il panorama delle arti visive.
Potremmo scoprire allora che già nell’Ottocento c’era chi aveva attribuito istintivamente alla fotografia il valore di certificazione del sogno e di fuga dall’identità abitudinaria, chi aveva dato vita a delle microperformance da proto-bodyartista, chi aveva esaltato la dimensione estetica e relazionale del viaggio o chi invece aveva praticato gli off-camera resi poi famosi da Man Ray e Moholy-Nagy.
Trovatasi in concorrenza spietata con la pittura da Salon, la fotografia ottocentesca intravede e sperimenta dunque complessi e affascinanti percorsi alternativi, fondando quel patrimonio linguistico che andrà poi a costituire la sua identità concettuale nel Novecento.

ed. Editrice Quinlan, 2010
Copertina morbida, 16 x 23 cm
128 pagine, illustrazioni b/n
Lingua italiana

disponibilità: immediata


[cod. v171]
Euro 12,00 €
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 Formato tessera
di Federica Muzzarelli

Storia, arte e idee in photomatic.
La cabina per fototessere, che appare sulle strade d'Europa e d'America attorno alla metà degli anni venti, esibisce fin da subito l'eredità funzionale di due opposti e paradossali utilizzi del ritratto fotografico ottocentesco: quello identitario, medico e poliziesco, e quello trasformativo e d'evasione legato a certe esperienze dell'atelier di Disdéri. Allo stesso tempo però la cabina per fototessere interpreta e riunisce in modo perfetto alcuni concetti fondamentali per l'arte del Novecento: l'esaltazione dell'automaticità meccanica, il progressivo esautoramento dell'autore, la svalutazione dei tradizionali valori formali e pittorici dell'immagine. Alcuni degli artisti più interessanti del secolo appena trascorso (Magritte, Bacon, Warhol, Vaccari, Boltanski, Ruff), non si sono fatti così sfuggire l'occasione di entrare in uno spazio al tempo stesso certificante e straniante, identificativo e immaginifico; ma anche la moda, la pubblicità, il cinema e la letteratura hanno guardato alla photomatic come allo strumento ideale per suggerire e realizzare sperimentazioni e strategie estetiche.

ed. Bruno Mondadori,,2003
Copertina morbida
208 pagine, fotografie b/n
Lingua italiana

disponibilità: immediata


[cod. v172]
Euro 24,50 €
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 I'll be your mirror - Travestimenti fotografici
di Fabiola Naldi

Questo libro è la prima indagine completa sul travestimento in fotografia nelle sue molteplici varianti. Partendo dalla prima metà del secolo scorso con «Rrose Sélavy», il noto fotomontaggio di Marcel Duchamp (1921), attraverso la rivoluzione culturale e di costume del secondo Novecento - quando l’arte incrocia i suoi destini ai media, al Rock, alla politica - per arrivare ai contributi più recenti. Il tema dell’autoritratto e dello specchio, già di per sé fonte di innumerevoli implicazioni, si coniuga con il percorso dell’ambiguità di genere, della maschera, dell’«altro da sé» in una infinita catena di rimandi. L’ambiguità sempre più consapevole del travestimento si affianca a quella dello specifico fotografico: la fotografia da un lato è un «certificato di esistenza», da un altro fissa un «tempo estetico» diverso da quello storico, un «presente assoluto» dove il divenire e il mutare del corpo, per un istante, sembrano arrestarsi.

ed. Cooper/Castelvecchi, 2003
Copertina morbida, 15 x 22 cm
206 pagine, fotografie b/n e colori
Lingua italiana

disponibilità: immediata


[cod. v186]
Euro 20,00 €
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 Del Contemporaneo - Saggi su arte e tempo
di Jean-Luc Nancy, Georges Didi-Huberman, Nathalie Heinich, Jean-Christoph Bailly

Rispetto a quale tempo possiamo definirci contemporanei? Esiste un tempo uniforme col quale mettersi in sintonia o esistono più tempi e fratture nella durata e, quindi, più contemporaneità possibili? Specchio di questo chiaroscuro della contemporaneità, il mondo dell’arte si interroga sulla propria natura, sempre in bilico fra tempo della tradizione e contingenza dell’oggi. Rispetto a quale epoca la pratica artistica sarebbe o dovrebbe allora essere contemporanea?
In cerca di una risposta, alcuni dei più autorevoli scrittori e pensatori francesi hanno tracciato un percorso interpretativo del contemporaneo che passa attraverso il gesto artistico, la durata, l’immagine, la fotografia. Da tali suggestioni nasce un libro intenso che, in viaggio tra filosofia e arte, esplora i confini della contemporaneità e le infinite distese sulle quali essa si apre.

ed. Bruno Mondadori, 2007
Copertina morbida, 13 x 18 cm
128 pagine
Lingua italiana

disponibilità: 5 giorni


[cod. v174]
Euro 10,00 €
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 Storia della fotografia
di Beaumont Newhall

Cos'è la fotografia? Qual'è, se esiste, il suo proprio "genio"? In quale rapporto è stata, ed è, con le altri arti e soprattutto con ciò che essa rappresenta, con il proprio referente? Molte sono state le domande intorno alla natura della fotografia e alle sue funzioni, molte le ricerche d'insieme e intorno alle sue singole fasi storiche.L'opera qui pubblicata, dopo una prima apparizione nel 1937, fu lungamente meditata in seguito, e nel 1982 uscì, a cura del Museum of Modern Art di New York, in una nuova edizione completamente rivista e arricchita da nuove acquisizioni, soprattutto di figure rilevantissime di fotografi scoperte soltanto in questi decenni. Beaumont Newhall, uno dei massimi specialisti mondiali, è stato organizzatore di fondamentali mostre ed è autore di studi come The Daguerreotype in America, Latent Image, Airborne Camera, che hanno contribuito a illuminare e rendere più operativo, oggi, il discorso intorno al fatto fotografico e a quello artistico, iniziato del resto in modo geniale negli Stati Uniti ai primi del secolo da quella stupefacente figura di fotografo e gestore d'arte che fu Alfred Stieglitz. Una peculiarità del libro è quella di sfuggire ai problemi ontologici e analisi parziali per ricostruire il percorso - dalle origini ad oggi - di una forma d'arte indipendente, valutando tecnica e immagine come parti complementari inscindibili ai fini del risultato. Il dagherrotipo, le carte da stampa e da sviluppo, gli apparecchi portatili e la polaroid, i rayogrammi (per citare solo alcuni dei temi trattati) sono ripresi in streta connessione con le questioni della diffusione e delle funzioni del mezzo fotografico: dal dilettantismo all'istantanea, dalla fotografia artistica a quella documentaria, alle esperienze astratte.Una storia, quindi, dell'evoluzione anche tecnica di un'arte così sostanzialmente legata al proprio mezzo e per decenni negata come tale essendo appunto scienza e arte al tempo stesso.

ed. Einaudi, 1984
Copertina rigida, 16 x 21,5 cm
452 pagine, fotografie b/n
Lingua italiana

disponibilità: immediata


[cod. v175]
Euro 50,00 €
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