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Movimenti artistici > > i primi del 900 > - cubismo :.  


Cubismo

Il Cubismo, nonostante non sia un movimento di lunga durata (1907-1914 circa), segna il punto di svolta fondamentale nella storia dell'arte moderna e si pone come strumento "per esprimere ciò che i nostri occhi e il nostro spirito colgono, con tutte le possibilità che il disegno e il colore hanno nelle loro qualità pittoriche" (P. Picasso).
Il movimento, che deve il nome a una battuta di Matisse riguardo a una serie di paesaggi di Braque che gli parevano composti "a piccoli cubi", prende l'avvio con il quadro Les demoiselles d'Avignon, dipinto da Picasso nel 1907 in cui convergono l'intento di Cézanne di sottolineare la sostanza e la fisicità degli oggetti (tanto che Les demoiselles si ispirano apertamente alle Bagnanti di Cézanne) e la scoperta delle arti primitive (africana e oceanica in particolare) con la loro resa semplificata della plasticità delle cose. La rottura spaziale della composizione, il colore non atmosferico e il campeggiare di figure femminili in parte rese in modo naturalistico in parte in modo "primordiale" destano scandalo nel pubblico e colpiscono nel profondo pittori quali Georges Braque, Fernand Léger e Juan Gris.
Gli elementi costitutivi di questa nuova arte, che rompe totalmente con i quattro precedenti secoli di visione classica, possono essere rintracciati nell'abbandono della prospettiva rinascimentale convergente in un unico punto di vista a favore di una visione secondo cui gli oggetti vengono considerati da più punti di vista possibile, offrendone un'immagine puramente razionale e che vuole essere assolutamente completa; nella riduzione delle cose alla loro forma geometrica base (coni, cilindri, ecc.); nell'eliminazione del chiaroscuro e degli effetti atmosferici e nella tendenza alla monocromia, lontana dal rispetto del colore reale degli oggetti.
Conseguenza è una pittura di difficile lettura, che richiede allo spettatore un lavoro di ricomposizione mentale.
A tali regole risponde quello che si definisce Cubismo analitico, le cui basi vengono messe in discussione da Picasso stesso nel 1913 quando ne identifica il limite nell'aver sacrificato all'unità dell'oggetto la sua veridicità, nell'aver cioè messo in secondo piano la sua omogeneità nel tentativo di darne una resa quanto più completa possibile. Alla ricerca quindi della coesione interna delle cose, l'artista compie questa volta un'operazione di selezione degli attributi più significativi degli oggetti riunendoli in un'immagine sintetica, muovendo quindi dalla frammentazione dell'oggetto in tutti i suoi possibili punti di vista verso un'immagine che invece ne sintetizzi solo gli elementi specifici e caratterizzanti, giungendo a quello che si definisce Cubismo sintetico.
Fra i cubisti vanno ricordati Jean Metzinger, Albert Gleizes, Henri Le Fauconnier, Robert Delaunay.
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