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Astrattismo

Caratteristica fondante dell'Astrattismo, tendenza artistica che si delinea intorno agli inizi del Novecento, è l'abbandono più o meno totale della riproduzione del dato reale e oggettivo in virtù dell'elaborazione di regole per la pittura che siano completamente slegate da qualunque riferimento al mondo esterno e quindi totalmente autonome. Il linguaggio pittorico viene quindi elaborato a partire dagli elementi interni alla forma con l'intenzione di arrivare alla vera essenze delle cose, alla loro struttura più profonda.
L'Astrattismo prende l'avvio dal valore espressivo che i simbolisti hanno conferito al colore e alla forma, portandolo a un tale livello di autonomia che l'oggetto subisce un processo di dissoluzione fino a giungere alla sua totale scomparsa. La stessa dissoluzione dell'immagine figurativa si rintraccia nell'opera di Matisse e dei Fauves, che promuovono un linguaggio pittorico fatto di puri colori.
Pionieri della pittura astratta sono Wassilij Kandinskij, Paul Klee e Piet Mondrian, pittori accomunati dalla ricerca dell'essenza non apparente delle cose e di una pittura che sia del tutto svincolata dai condizionamenti dell'esperienza visiva e quindi dalla realtà esteriore.
Su questo stesso percorso operano artisti quali Delaunay, Kupka, Malevich, Tatlin, El Lissitskij, Archipenko, Arp, Brancusi.
Due sono le componenti su cui si muovono, una interessata agli aspetti emotivo-psicologici del colore, l'altra alla forma individuata nella pura astrazione geometrica.
In seguito a questa esperienza dell'Astrattismo come corrente d'avanguardia, il termine è passato a indicare quella pittura che non si pone alcuna finalità di riproduzione del dato visibile.
L'Astrattismo rimane uno dei riferimenti cardine per molte esperienze del Novecento, dall'Espressionismo astratto all'Informale, dall'Arte programmata al Minimalismo.
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