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Movimenti artistici > > dalla II guerra > - informale :.  


Informale

"L'Informale non è una corrente (…) è una situazione di crisi" (G. C. Argan).
Nell'immediato dopoguerra la sfiducia nel progresso, capace di generare gli orrori della guerra, e il conseguente sentimento di perdita di centralità dell'uomo portano a un profondo sentimento di disorientamento nella classe intellettuale europea. Gli artisti cerano di scongiurare tale senso di disagio elaborando un nuovo rapporto con le loro opere e in particolare con i materiali utilizzati e il gesto creativo.
La confusione sociale del periodo si rispecchia nella mancanza di un movimento artistico unitario, che trova però una sorta di raggruppamento sotto la definizione di "Informale", termine usato per la prima volta nel 1951 dal pittore Georges Mathieu ma adottato con fini sistematici, nello stesso anno, dal critico Michel Tapié in occasione di una serie di mostre presso la galleria Drouin.
Caratteristiche che accomunano le eterogenee esperienze artistiche sono la volontà di dar vita all'opera artistica solo dal contatto diretto fra il creatore e la sua materia e la forte enfatizzazione data al gesto come struttura portante del quadro, ma sempre all'interno di un'ottica controllata, a differenza dell'Espressionismo astratto americano.
Fanno parte del movimento artisti di diversa nazionalità, tra cui i più rappresentativi sono Hans Hartung, Georges Mathieu, Wols (Alfred Otto Wolfgang Schulze), Jean Fautrier, Jean Dubuffet, Henry Michaux, Alberto Burri, Antoni Tàpies, Antonio Saura, Emilio Vedova, Mattia Moreni, Sergio Romiti, Gastone Novelli,Cy Twombly, Salvatore Scarpitta.




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