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Movimenti artistici > > dalla II guerra > - pop art :.  


Pop art

Il termine con cui si indica questa tendenza dell'arte contemporanea viene coniato dal critico Alloway nella seconda metà degli anni Cinquanta, ma il movimento artistico, nato in Inghilterra, trova la sua maggiore diffusione negli Stati Uniti a partire dagli anni Sessanta in poi.
La Pop art si caratterizza per il comune ricorso a un'iconografia fortemente derivata dalla realtà quotidiana e in particolare dall'immaginario popolare urbano, ma si differenzia nelle diverse declinazioni inglese e statunitense, più ironica e sofisticata la prima, più fredda e impersonale la seconda.
Soggetti delle opere Pop sono le merci, i mass media, la pubblicità, la segnaletica, le automobili, i prodotti di consumo e industriali, i personaggi famosi; una quotidianità diffusa che, a differenza di quella presente nel lavoro di Hopper, dove serve a mettere in evidenza il distacco tra l'uomo e la società contemporanea, è qui frutto dell'esigenza di ristabilire una concordanza tra arte e realtà.
Questo attraverso il recupero di una semplicità popolare dell'immagine, in opposizione al dominio ormai ventennale dell'astrattismo e della gestualità esasperata dell'Action Painting e dell'Espressionismo Astratto.
Professando quindi una totale adesione tra arte e vita, protagonista di questa poetica, che più che una critica alla società si delinea come una sorta di presa d'atto dell'impossibilità di intervenire su realtà e società - tramontando qualsiasi condotta artistica romantica -, è la celebrazione della società dei consumi e della cultura di massa.
Un'aderenza totale che si rispecchia anche nella scelta delle tecniche adottate, quelle cioè dell'industria e della produzione contemporanea: la stampa serigrafica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, il fumetto.
Gli esponenti inglesi della Pop art sono Richard Hamilton, Joe Tilson, Richard Smith, Petere Blake, David Hokney; gli statunitensi sono Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Andy Warhol, Tom Wesselman, James Rosenquist.
In Italia una variante che assume valenze più critiche trova voce nell'opera di Mimmo Rotella, Valerio Adami, Pino Pascali, Mario Ceroli, Mario Schifano.


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