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Happening

L'Happening nasce dall'atteggiamento interdisciplinare con cui John Cage si pone nei confronti dell'arte e si sviluppa dal 1958 in poi con il lavoro di Robert Whitman e Allan Kaprow. A quest'ultimo si deve l'utilizzo del termine la prima volta nel 1959 per il lavoro "18 Happenings in 6 parts", presentato alla Reuben Gallery di New York.
Le premesse all'Happening si possono rintracciare sia nelle azioni degli artisti dadaisti e surrealisti, come nell'attitudine dei futuristi di far uscire l'arte dai luoghi canonici e di coinvolgere il pubblico nelle Serate futuriste.
L'Happening infatti si denota per la costruzione pubblica del lavoro artistico tramite un evento al quale il più delle volte partecipa anche chi assiste e per il perseguimento del rapporto arte-vita, valorizzando l'evento quotidiano e il ruolo dinamico delle cose e delle persone negli avvenimenti. Il pubblico viene quindi sottratto al ruolo di passività e immesso in un rapporto attivo con l'evento artistico.
Altro elemento fondante dell'Happening è la scelta di luoghi diversi rispetto a quelli privilegiati dall'arte, come le gallerie: le azioni si susseguono in una continuità spazio-temporale ovunque gli avvenimenti si possano evidenziare alla coscienza di un pubblico. Così l'artista irrompe all'improvviso con il suo gesto negli spazi della città colpendo le abitudini mentali dello spettatore. Partendo da un semplice canovaccio - Kaprow arriva addirittura ad abolire ogni prova sostituendola con l'improvvisazione totale -, l'artista aggiunge una serie di gesti minuti e quotidiani che permettono, con la loro semplicità, di coinvolgere il pubblico.
In questo modo nell'arte entra anche la componente del tempo come durata reale: il risultato dell'azione è infatti costituito dall'esperienza collettiva e i segni che ne restano, le fotografie, sono i documenti di un tempo vissuto.





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