homepage contatti  
  :. Cerca
 
  :. Indice
 + Incontri da MiCamera
  -> Novembre 2007
  -> Dicembre 2007
  -> Gennaio 2008
  -> Febbraio 2008
  -> Marzo 2008
  -> Aprile 2008
  -> Maggio 2008
  -> Giugno 2008
 + I Workshop di Micamera
  -> Francesco Zizola
  -> Stefano de Luigi
  -> Lorenzo Castore
  -> Mauro Fiorese
 + Mostre in Italia
  -> Mostre in corso
 + Fotostoria del XX secolo
  -> storia in pillole
 + Biografie dei fotografi
  -> A - D
  -> E - I
  -> J - L
  -> M - P
  -> Q - T
  -> U - Z
 + Movimenti artistici
  -> tra 800 e 900
  -> i primi del 900
  -> dalla II guerra
  -> dagli anni '60
  -- optical art
  -- land art
  -- fluxus
  -- transavaguardia
  -- body art
  -- iperrealismo
  -- arte digitale
  -- arte povera
  -- minimalismo
  -- graffitismo
  -- video art
  -- nouveau realisme
  -- arte programmata
  -- arte concettuale

homepage contatti torna su  
Movimenti artistici > > dagli anni '60 > - transavaguardia :.  


Transavanguardia

La Transavanguardia nasce agli inizi degli anni Ottanta con la partecipazione alla sezione "Aperto '80" della Biennale di Venezia di un gruppo di giovani artisti, autori di opere che fondono pittura e scultura in una visione fortemente espressionista che dà forma a un inedito repertorio di immagini fantastiche legate a temi ricorrenti quali lo spazio, il tempo, la storia, la mitologia, la letteratura, la filosofia. Teorizzatore del movimento è il critico Achille Bonito Oliva che riunisce sotto la bandiera della Transavanguardia Sandro Chia, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Francesco De Maria, la cui poetica intende evocare le forze e le energie primordiali che stanno alla base delle vicende umane come degli elementi naturali. Questo grazie al recupero della fisicità stessa dei materiali utilizzati, terriccio, ferro, legno, applicati ai dipinti per simboleggiare l'attaccamento naturale alla civiltà mediterranea. Bonito Oliva identifica l'arte della Transavanguardia con un'onda che scardina la forma dall'interno per ribaltare i valori tradizionali della raffigurazione artistica e scardinare lo status quo. Il lavoro dell'artista diviene quindi quello di aprire varchi nell'ordine tradizionale attraverso il ricorso a immagini e suggestioni inusuali come attraverso l'utilizzo di tutti i tipi di materiali, nobili e meno nobili, appartenenti alla tradizione della scultura e della pittura come alla vita quotidiana. Per questo il linguaggio dell'opera d'arte non si pone sul piano della comunicazione logica ma su quello emotivo ed empatico, grazie al ricorso a immagini visionarie ed evocative che parlano direttamente alla sensibilità dello spettatore e che sono emanazione di un sentimento cosmico che abbatte separazioni spaziali e temporali. Per gli artisti della Transavanguardia solo l'arte riesce a misurarsi con questa intenzione, a confrontarsi con la storia che viene da molto lontano, in quanto essa soltanto sfida i limiti del proprio tempo.






Vuoi vedere in micamera.com i libri correlati?

homepage contatti torna su Indice ::