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Movimenti artistici > > dagli anni '60 > - iperrealismo :.  


Iperrealismo

L'Iperrealismo è un movimento pittorico e plastico che si sviluppa negli Stati Uniti dalla metà degli anni Sessanta alla metà degli anni Settanta e che si vuole porre non come interpretazione della realtà ma come sua riproduzionin modo "meccanico".
Le radici del movimento si riscontrano nel Realismo americano e nella Pop art - in questa in particolare per il ricorso a un scelta tematica simile, tratta dalla realtà quotidiana e banale.
Il procedimento alla base dell'opera artistica parte da una fotografia fortemente ingrandita (da calchi diretti di persone, nel caso della scultura) per arrivare alla costruzione del quadro tramite pennellate che volutamente restano non visibili e non caratterizzate dal tocco dell'artista.
L'Iperrealismo gareggia quindi apertamente con la fotografia, non solo per la resa obiettiva di tutti i dettagli dell'immagine ma anche per l'immaginario cui ricorre, privilegiando le immagini del reale ordinario, tipico ad esempio delle fotografie turistiche e di costume.
Il risultato sono opere che, pur ricorrendo a mezzi pittorici tradizionali e fortemente accademici - nella ricerca della resa fedele della realtà -, finiscono per dar vita a una realtà "più vera del vero" nell'accentuazione esasperata di tutti i dettagli, anche secondari e inutili, priva quindi della naturale selezione operata dal pittore tradizionale.
Una pratica pittorica quindi solo apparentemente realistica che per tale fredda perfezione illusionistica finisce per conferire al quadro un inquietante senso di asetticità e di vuoto quasi fastidioso, in una sorta di visione allucinata delle cose, aumentata dalla ricercata distanza emotiva.
Tale raggelata irrealtà, solo somigliante al vero, nasconde una parodia tragica della realtà cui si riferisce, mostrando il lato grottesco delle cose e la sottesa vena di critica sociale.
Animatori del movimento sono Richard Estes, Chuck Close, Robert Cottingham, Ralph Goings, Duane Hanson, John De Andrea, Alex Colville, Malcolm Morley.


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