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Movimenti artistici > > dagli anni '60 > - arte programmata :.  


Arte Programmata

L'Arte Programmata nasce in Italia agli inizi degli anni Sessanta. Il termine viene usato la prima volta da uno degli esponenti principali del movimento, Bruno Munari, in occasione della mostra chiamata appunto "Arte Programmata", organizzata a Milano nel 1962 all'interno di un negozio Olivetti. Alla base della sua nascita sta la riflessione sui risultati delle conquiste scientifiche e tecnologiche di quegli ultimi anni, una riflessione che contempla una diversa collocazione culturale del lavoro dell'artista, alla ricerca di un rigore in grado di essere un'alternativa al gusto volubile avvertito nel pubblico e che quindi instaura con la macchina un rapporto più diretto trasformandola in uno strumento di valorizzazione estetica.
Le componenti alla base delle ricerche dell'Arte programmata sono in sostanza due. Da un lato c'è l'interesse per processi ideativi diversi che si avvicinino ai nuovi sistemi produttivi, dall'altro il desiderio di sottrarsi alle regole del mercato dell'arte che privilegia l'opera unica e irripetibile e che, nel momento stesso in cui mercifica il prodotto, mortifica gli intenti culturali e sociali di chi lo ha realizzato: "L'opera artistica non può essere un pezzo unico, ma bisogna mirare alla serialità per dare così la possibilità a più persone di possedere un'opera d'arte anche se riprodotta" (Munari).
Il campo d'azione privilegiato dell'Arte programmata è quello dell'indagine sulla percezione visiva della realtà, utilizzando deformazioni stroboscopiche e studi scientifici sul movimento e sulla percezione, e ampliando quindi il raggio d'azione dell'attività artistica a un settore ritenuto finora esclusivo dominio delle discipline scientifiche. Questo cercando di sfruttare tutte le possibilità - meccaniche, luminose, elettromagnetiche - di movimento e di percezione dell'opera, programmandone quasi scientificamente il funzionamento.
Appartengono al movimento Bruno Munari, Getullio Alviani, Enzo Mari, il Groupe de recherche d'art visuel, il Gruppo T e il Gruppo N.
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