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Movimenti artistici > > dagli anni '60 > - arte concettuale :.  


Arte Concettuale

Il termine viene usato nel 1967 da Sol Le Witt nei suoi "Paragraphs on Conceptual Art" per indicare quel "genere di arte in cui l'idea o concetto è l'aspetto più importante del lavoro". Con questo filone di ricerca si assiste alla trasformazione dell'idea di oggetto artistico dalla sua presenza fisica verso un'operazione mentale che paradossalmente porta alla dissoluzione dell'oggetto stesso, privilegiando l'idea, il ragionamento rispetto al manufatto.
Fondamentale per questo si rivela l'opera "Uno e tre cappelli" di Joseph Kosuth in cui l'oggetto è rappresentato in tre modi diversi: come entità fisica, come immagine fotografica, come definizione linguistica presa da un dizionario, riducendolo quindi al colmo del percorso al puro aspetto concettuale della definizione linguistica e spostando l'interesse dall'oggetto al concetto dell'oggetto.
L'arte è quindi vista come linguaggio, come discorso sull'arte, come conoscenza attraverso il pensiero invece che attraverso l'immagine; di più, l'opera diviene solo un mezzo visivo per comunicare un atto mentale.
Alla fine del percorso, l'arte senza opera d'arte rientra in un discorso più ampio che non è solo crisi dell'oggetto artistico ma crisi dell'idea stessa dell'oggetto in quanto, in una società di mercato come quella contemporanea, viene coinvolto nella logica di consumo, usato e mercificato.
L'arte quindi si realizza in qualsiasi forma si scelga proprio perché l'oggetto viene sostituito da un concetto.
Sono artisti concettuali Sol Le Witt, Joseph Kosuth, Laurence Weiner, Robert Barry, Douglas Huebler, i gruppi inglesi Analytical Art e Art-Lamguage, Joseph Beuys, Giulio Paolini, Vincenzo Agnetti.

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