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Biografie dei fotografi > > U - Z > - V > James Van Der Zee :.  


James Van Der Zee

(Lenox, Massachussets, 1886 - Washington, 1983)
E' primo fotografo americano di colore a raggiungere la celebrità. Vive ad Harlem, New York, dove nel 1916 apre il suo studio personale, che chiama Guarantee Photo (detto anche GGG Photo Studio) e che tiene aperto fino al 1968.
Nei gloriosi anni '20 (gli anni della cosiddetta Harlem Renaissance), centinaia di persone della Harlem più benestante si recano da Van Der Zee per essere fotografate nei loro abiti migliori. Così, negli anni Van Der Zee crea un incredibile archivio di immagini che documentano la vita della middle-class nera, un aspetto dell'America che a quei tempi era ancora poco conosciuto. Egli stesso è in fondo un privilegiato. I suoi genitori, ex servitori del Presidente Ulysses S. Grant, si stabilirono a Lennox, Massachussets, meta estiva delle famiglie benestanti del New England, dove vivevano solo cinque o sei famiglie di colore. Nel 1906, a 20 anni, James si trasferisce ad Harlem e fonda un'orchestra di cinque elementi (la Harlem Orchestra). la band riscuote un discreto successo, ma per guadagnarsi da vivere torna a dedicarsi a un altro talento d'infanzia, la fotografia. Nel 1914 viene assunto come tecnico di camera oscura in un negozio. Nel giro di tre anni, grazie alla reputazione e a una buona dose di coraggio, apre il proprio studio. Oltre ai ritratti realizzati nello studio, fotografa gruppi che si esibiscono in chiesa o nei locali, riunioni familiari, sale da biliardo e negozi di barbieri, funerali e matrimoni, soldati e celebrità. Tratta tutti nello stesso modo, con uguale rispetto. Nel suo studio usa sfondi elaborati e accessori di scena, come se si trattasse si un vero e proprio palco. Il suo orgoglio di nero di Harlem si esprime anche nel suo modo di abbellire le fotografie, ritoccando i negativi per perfezionare il sorriso, aggiungere gioielli o mascherare la calvizie. Pratica anche il fotomontaggio, creando immagini evocative (per esempio una foto di un matrimonio con l'immagine di un bambino, che dovrebbe suggerire il futuro della coppia). Nel 1932, sull'onda della crisi causata dalla depressione, Van der Zee si trasferisce in uno studio più piccolo.
Il suo lavoro viene scoperto solo nel 1968 (lui ha 82 anni), quando un ricercatore dal nome Reginald McGhee si imbatte casualmente nella sua collezione di 75.000 fotografie che coprono 6 decadi di vita afro-americana. Nel 1969 il M.o.M.A. di New York lo ospita all'interno della mostra "Harlem On My Mind".
Le sue fotografie rappresentano un importante archivio storico oggi custodito presso il M.o.M.A. di New York.
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