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Biografie dei fotografi > > U - Z > - W > Andy Warhol :.  


Andy Warhol

(vero nome Andrew Warhola) (Pittsburgh, Pennsylvania, 1928 - New York, 1987)
Dopo gli studi presso il Carnegie Institute of Technology dal 1945 al 1949 si trasferisce a New York, dove comincia a lavorare come artista pubblicitario e illustratore per le riviste e i quotidiani. Il suo lavoro negli anni '50, in gran parte commissionato dalle case di moda, è affascinante. La fotografia è al centro della sua opera. All'inizio degli anni '60 scopre la serigrafa, che gli permette di riprodurre l'immagine all'infinito, prima in bianco e nero e poi a colori. realiyya dipinti che raffigurano immagini pubblicitarie e personaggi dei fumetti; egli intendeva riprpdurre la realtà che lo circondava, analizzando con ironia gli stereotipi degli anni '50, demistificando l'opera d'arte nella sua assoluta originalità. I suoi soggetti andavano da Superman alla Coca cola, da Elvis Presley a Dick Tracy, da James Dean alla Campbell's. Negli anni successivi, Warhol si propose come una sorta di imprenditore dell'avanguardia creativa di massa, cercando di ampliare il suo progetto e fondando la famosa "Factory".
Appassionato di cinema, realizza film e espone serigrafie su plexiglas di alcuni fotogrammi ingranditi dei suoi film. Negli anni '70 si concentra sulla vasta produzione ritrattistica cominciata tempo prima. Usando una Leica o una Polaroid scatta fotografie che poi serigrafizza su un fondo colorato. Coltiva una ambivalenza tra gli aspetti meccanici e manuali della realizzazione di un'opera.
Nel 1963 comincia a dedicarsi al cinema e produce due lungometraggi: "Sleep" ed "Empire" (1964).
Fallito il tentativo di fondare un gruppo musicale con La Monte Young e Walter de Maria (due dei più celebri compositori d'avanguardia del periodo), nel 1967 si lega al gruppo rock dei Velvet Underground, di cui finanzia il primo disco. Anche la famosa copertina del disco, una semplice banana gialla su sfondo bianco, è sue. Pubblica il romanzo "A: a novel" e produce il primo film in collaborazione con Paul Morissey. Si tratta di "Flash", cui seguiranno "Trash", nel 1970, e "Heat", nel 1972.
Nel 1969 fonda la rivista "Interview", che da strumento di riflessione sul cinema amplia le sue tematiche a moda, arte, cultura e vita mondana. A partire da questa data, fino al 1972, esegue ritratti, su commissione e no. Scrive anche un libro: "La filosofia di Andy Warhol (Dalla A alla B e ritorno)", pubblicato nel 1975. Nel 1979 il Whitney Museum di New York organizza una mostra di ritratti di Warhol, intitolata "Andy Warhol: Portraits of the 70s". Nel 1980 diventa produttore della Andy Warhol's TV. Negli ultimi anni si occupa anche della rivisitazione di opere dei grandi maestri del Rinascimento: Paolo Uccello, Piero della Francesca, e soprattutto Leonardo, da cui ricava il ciclo "The Last Supper" (L'ultima cena). Realizza anche alcune opere a più mani con Francesco Clemente e Jean-Michel Basquiat, il famoso pittore e graffitaro newyorkese.
Andy Warhol muore a New York nel 1987 durante una banale operazione chirurgica.
Nella primavera del 1988 10.000 oggetti di sua proprietà vengono venduti all'asta da Sotheby's per finanziare la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts. Nel 1989 il Museum of Modern Art di New York gli dedica una grandiosa retrospettiva.
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