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Biografie dei fotografi > > U - Z > - W > Francesca Woodman :.  


Francesca Woodman

(Denver, Colorado, 1958 - New York, 1981)
Figlia di un pittore e di una ceramista, Francesca Woodman trascorre l'infanzia tra Denver, la sua città natale, e Firenza, dove frequenta anche la seconda elementare. Nel 1972 sceglie di iscriversi alla Abbot Academy, una scuola privata per sole donne, tra i pochi licei americani con corsi di arte. Ad Andover, Massachusetts, sceglie d'iscriversi all'Abbot Academy, una scuola privata per sole donne, tra i pochi licei americani con corsi d'arte. Subisce l'influenza di una delle insegnanti, la fotografa sessantenne Wendy Snyder McNeill, che ritroverà poi alla Rhode Island School of Design di Providence. A questo periodo risalgono le prime fotografie, stampate nella sua camera, trasformata in studio fotografico. In estate i Woodman soggiornano ad Antella, vicino Firenze, in un casale immerso nella campagna che avevano acquistato nel '69. Nel '74-'75 frequenta la scuola secondaria a Boulder (Colorado), diplomandosi a giugno. Nel vecchio cimitero della cittadina universitaria esegue una serie di scatti che la ritraggono mentre attraversa una stele tombale. In estate torna ad Antella. Dell'estate del '76 sono un gruppo di fotografie, sempre eseguite con l'autoscatto, dove il suo corpo nudo é immerso in un paesaggio desertico. A partire da settembre frequenta a Providence un'Accademia di belle arti: la Rhode Island School of Design (RISD). Aaron Siskind é tra i suoi professori; suoi compagni e amici: Sloan Rankin, George Lange e Arlene Shechet. L'appassionano le fotografie di Man Ray, Duane Michals, Weegee. Risiede in un grande appartamento semivuoto nell'edificio industriale di Pilgrim Mills, dove ambienta numerose fotografie (My house; Easter Lilies). Appartengono inoltre al primo anno della RISD le serie di Depht of field, Charlie the model, Door in abandoned house, Abandoned house, Space2, Polka dots, Spring in Providence. Nel 1077-'78 é in Italia con l'amica e collega Sloan Rankin per seguire i corsi europei della Rhode Island School of Design che ha sede in Palazzo Cenci, nel centro storico di Roma. Conosce i proprietari della libreria antiquaria Maldoror, Giuseppe Casetti e Paolo Missigoi. Stringe amicizia con Sabina Mirri, Edith Schloss, Giuseppe Gallo, Enrico Luzzi, Suzanne Santoro. Sviluppa la serie degli Angels (Angelo per Cristiano), già iniziata a Providence (on being an angel 1, primavera 1977) e realizza le Eel Series, la Serie del guanto (1977), liberamente tratta da Fund eines Hand-schuhs di Max Klinger, e Self-deceit (1978), che ristamperà anche nel '79 a Stanwood. Esegue una serie di ritratti (Paolo Missigoi, Sabina Mirri, Mirella Bordoni), alcuni dei quali saranno poi inseriti nel quaderno Portraits Friends Equasions. Del soggiorno romano sono anche alcuni autoscatti dove si ritrae nuda con il corpo sporcato da diverse sostanze (farina, pigmenti, gesso) che nella stampa in bianco e nero acquistano valore materico, a contrasto con la liscia compattezza dell'incarnato (Splater Plaint). A gennaio del 1979 consegue il B.F.A. in Fotografia e si trasferisce a New York, 2nd Avenue. Trascorre l'estate a Stanwood, Washington, insieme al suo compagno Benjamin Moore, e stampa un gruppo di fotografie di dimensioni varie e con un insolito sviluppo orizzontale, che ripropongono il tema, già indagato intorno al '76, dei corpi nudi o vestiti in comunione panica con la natura. A novembre allestisce alla Woods-Gerry Gallery (RISD) la personale Swan Song, un omaggio a Proust, del quale legge le opere complete. A New York trasloca nella 12° strada (dove la raggiunge l'amica Betsy Berne), e s'ingegna facendo lavori vari: segretaria, assistente di fotografia, modella per un pittore. Nell'intenzione di affermarsi come fotografa sperimenta anche la fotografia di moda (Fashion Photographs), ispirandosi al lavoro di Deborah Tuberville. Nella primavera del 1980 lavora al Temple project: una sorta di ricostruzione della facciata dell'Eretteo, dove modelle avvolte da panneggi classicheggianti sostituiscono le cariatidi. I vari elementi architettonici del tempio sono stampati a grandezza quasi reale attraverso la tecnica del blueprint, che la Woodman sperimenta in quel periodo e che asseconda il suo desiderio di lavorare anche nelle grandi dimensioni. Durante l'estate, come artista residente della MacDowell Colony (Peterborough, New Hampshire), sviluppa in alcune serie di provini a contatto il tema delle corrispondenze con gli elementi naturali: le sue braccia, rivestite di corteccia, sono rami di betulla; il suo corpo, ricoperto da tessuti fiorati, si confonde con il terreno. L'installazione Tree Piece, nel bosco di Peterborough, nasce dall'idea di restituire alla natura ciò che le è stato sottratto: "le gambe del tavolo di legno nel mio appartamento ritornano al bosco da dove venivano (luglio 1980)". Per questo lavoro la Woodman utilizza dei blueprints (cianografie) di colore seppia, ma ne realizza anche altri di diversa colorazione (blu, indaco, marrone) e ne espone alcuni all' Alternative Museum di New York. Nel corso dell'anno partecipa a due mostre collettive presso la Galleria newyorkese di Daniel Wolf, dove conosce i critici Peter Frank e Max Kozloff e il collezionista di opere surrealiste Timothy Baum, poi suo amico. A gennaio del 1981 esce l'edizione a stampa di Some disordered interior Geometries (Synapse Press, Filadelfia), uno dei sei quaderni fotografici progettati durante il soggiorno romano e reperiti proprio nella libreria Maldoror. Il 19 dello stesso mese si suicida gettandosi dalla finestra nel Lower East Side di Manhattan.
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