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Fotostoria del XX secolo
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- dal 1920 al 1930 :.
- dal 1920 al 1930
Negli anni '20 entra in uso la parola 'fotogiornalismo' grazie alla proliferazione dei giornali e ai nuovi metodi di stampa che ne facilitano la divulgazione. Un caso eclatante è il BIZ (Berliner Illustrierte Zeitung), giornale pionieristico per quanto riguarda gli articoli illustrati, nato nel 1890 e con una diffusione pari a oltre due milioni di copie negli anni '20.
L'illustrazione stampata meccanicamente sarà d'ispirazione per molti movimenti artistici con radici a Berlino, influenzando anche il resto dell'Europa e la Russia.
Negli anni '20 assistiamo a due progressi tecnologici fondamentali per lo sviluppo e la diffusione della fotografia: la commercializzazione al pubblico della Leica e della Contax, due fotocamere maneggevoli che utilizzano per la prima volta il rullino da 35 mm e nel 1925 il passaggio al flash a bulbo, che sostituisce la polvere di magnesio.
Una curiosità: il termine 'candid camera' viene coniato per descrivere il lavoro fotografico del tedesco Eric Salomon, che negli anni '20 fotografa i politici e gli uomini di potere a loro insaputa (le sue sono fotografie 'candide', come le definisce per la prima volta il Weekly Graphic di Londra).
Lo svilupparsi dei media (telefono, radio, grammofono, cinema, giornali, etc) influenza profondamente le arti, tanto che Lázló Moholy-Nagy già negli anni '20 afferma che i media sono il mezzo che può meglio rappresentare l'esperienza moderna.
La rivoluzione russa del 1917, che porta i socialisti al potere, ha un forte impatto sull'arte, specialmente sull'avanguardia. Con il diffondersi del futurismo e del cubismo emergono i nomi di El Lissitskij, Gustav Clucsics (fotomontaggio) e Aleksandr Rodchenko.
In questo contesto di rinnovamento artistico e culturale il mezzo fotografico è favorito in quanto già mezzo meccanico prodotto in quantitativo industriale.
Subito dopo la rivoluzione il governo sovietico corteggia la sperimentazione degli artisti per la ricerca di innovativi metodi di comunicazione di massa, ma dai primi anni '30 la politica considera l'avanguardia una forma d'arte intellettuale e borghese e quindi appartenente al sistema capitalistico. Viene invece sostenuto il cosiddetto realismo socialista in quanto stile più comprensibile per le masse di lavoratori.
Rodchenko cambia conseguentemente stile. Fotografa le grandi opere (come il canale di Stalin tra il mar Baltico e il mar Bianco, 227 km realizzati in soli due anni e mezzo, tra il '30 e il '33) ma ignorando il lavoro forzato (il canale viene costruito sfruttando i prigionieri dei gulag) o le morti sul lavoro (si ritiene che nella costruzione del canale abbiano perso la vita 250.000 persone), argomenti censurati dal governo di Stalin.
Durante la Ia guerra mondiale, in Svizzera nasce il dadaismo. In opposizione ai conflitti e al materialismo dilagante, il dadaismo promuove l'abbattimento delle barriere intellettuali. Tristan Tzara scrive il manifesto dada nel 1918.
Uno dei mezzi artistici più utilizzati sarà il fotomontaggio, simbolo di cambiamento, che poi verrà molto sfruttato in Russia. Tra gli artisti più rappresentativi: Christian Shad, Hannah Hoch, Frances Benjamin Johnston, George Grosz.
Nel 1920 Moholy-Nagy incontra i membri del gruppo berlinese dei dadaisti.
La sua idea è di cambiare tipo di approccio alla macchina, arrivando anche a realizzare immagini senza utilizzare la macchina (fotogrammi) e incorporare altri mezzi, quali microscopi, telescopi, raggi x, oltre a giocare con i motivi di luce e ombra.
Nel 1923 viene invitato alla facoltà del Bauhaus, la scuola d'arte tedesca fondata da Walter Gropius che si propone di integrare arte e industria.
Nella scuola del Bauhaus si tengono numerosi corsi di fotografia, ma nel giro di breve tempo è costretta a chiudere a causa dell'ascesa del nazionalsocialismo (siamo nel 1933). In ogni caso, il testo Malerei, Photographie, Film (8° volume della collana Bauhaus, redatto da Moholy-Nagy) pubblicato nel 1925 diventa un riferimento per tutta la fotografia moderna.
Esponenti di spicco della nuova visione propugnata dal Bauhaus sono l'americano Herbert Bayer e la fotografa polacca Germaine Krull.
Gli anni '20 vedono la comparsa dei primi fotografi-lavoratori. Le prime organizzazioni nascono in Germania nel '21-'22, supportate dal partito comunista tedesco (KPD), per contrastare il falso uso dell'immagine da parte della borghesia, che controlla tutte le organizzazioni fotografiche e le riviste. Nel 1922 in Germania nasce la rivista illustrata dei lavoratori AIZ (Arbeiter Illustrierten Zeitung) e nel 1927 a Erfurt viene fondata l'Associazione tedesca dei fotografi-lavoratori (VdAFD).
In Francia i dadaisti si distaccano dal politicismo dei berlinesi per abbracciare una più ampia sfera culturale. Tra questi artisti troviamo Marcel Duchamp, Max Ernst e André Breton.
Intorno al 1924 lo stesso Breton si allontana dalle idee del dadaismo idealizzando un'arte più incentrata sul potere dell'inconscio e sulla parte irrazionale del cervello. Ciò lo porterà ad essere uno dei capofila del surrealismo. Suo è il manifesto surrealista dello stesso anno (il movimento era profondamente legato alle teorie di Freud, quindi all'idea del cambiamento dell'uomo attraverso il contatto intimo con l'immaginazione).
Tra gli esponenti più importanti del periodo citiamo poi Brassaï. Sarà tra i primi fotografi a incontrare i surrealisti a Parigi, abbracciandone le idee senza adottarne però l'estetica. La sua versione del surrealismo consiste nel rendere fantastica l'interpretazione di un'immagine attraverso il proprio sguardo.
Sempre in ambito europeo saranno molti gli esponenti di spicco della nuova corrente: Hans Bellmer, Raoul Ubac, Dora Maar, Claude Cahun, André Kertész.
Negli Stati Uniti il movimento dadaista nasce dall'incontro tra gli artisti europei in esilio con gli artisti locali. Il movimento americano non vive il politicismo europeo e considera solo l'aspetto artistico, soprattutto per opera di personaggi quali Man Ray, Morton Schamberg e Charles Sheeler.
Schamberg influenza il gruppo di realisti astratti americani che si chiamano Precisionisti.
Sheeler è uno dei padri del precisionismo, una specializzazione nella fotografia d'arte e d'architettura, specialmente americana, che estremizza e risalta le geometrie.
Pur attenuato nei toni più radicali e psicologici, il surrealismo raggiungerà culmine negli anni '20 e '30 ma persisterà nella sua sensibilità ben oltre. L'opera di Kertész sarà determinante per la formazione di molti fotografi: tra questi, Robert Capa e Henri Cartier-Bresson.
Per tutti gli anni '20 e '30 fotografia e cinema seguiranno lo stesso percorso, rompendo con la tradizione, utilizzando nuovi tagli e inquadrature. Molti fotografi si dedicheranno parallelamente alla collaborazione con registi o addirittura alla realizzazione di film innovativi come nel caso di Sergej Eizenštein (La corazzata Potëmkin, 1925).
'Film und Foto', organizzata a Stoccarda nel 1929, pur non essendo né la prima né la più grande manifestazione dedicata alla fotografia mai organizzata, pur con i suoi 1000 e più lavori fotografici, avrà però il merito di favorire l'incontro di stili e correnti provenienti da buona parte del mondo e anche di riunire i diversi ambiti di applicazione di questo mezzo: l'arte, la stampa e la pubblicità. Saranno gli stessi fotografi, quelli più noti, a fungere da tramite per l'organizzazione delle varie sezioni, come E. Steichen ed Edward Weston, L. Moholy-Nagy, El Lissitskij.
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