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Biografie dei fotografi > > A - D > - D > - Stefano De Luigi :.  


Stefano De Luigi

(Köln, 1964)
Fotografo professionista dal 1988. Dopo aver realizzato un reportage sulle "Homelands" del Sud Africa che documentava i cambiamenti che accompagnavano la fine dell'apartheid, nel 1990 si trasferisce a Parigi, dove viene incaricato dal Musée du Louvre di illustrare la trasformazione del museo in occasione del suo bicentenario. In quello stesso periodo realizza numerosi reportage per la stampa francese e internazionale.
Nel 1995 dà inizio a un lavoro sull'universo della televisione italiana e lo trasforma poi in un progetto intitolato "Global Television" che estende a Francia, Stati Uniti e Messico. Nel 1998 comincia un altro progetto fotografico sull'universo della moda in Francia e Italia che intitola "Celebrities". L'anno seguente, in collaborazione con Médecins sans Frontières, illustra le condizioni dei detenuti malati di tubercolosi nelle prigioni della Siberia centrale.
I lavori di questi anni vengono esposti al Festival di Edimburgo (1988), all'Espace Carrousel du Louvre (1993), al Festival di Arles (1996), al Festival da Imagem di Braga (2001). Nel 2002 "Celebrities" è presentata come mostra personale al Festival Internazionale di Savignano.
Nel 1997 Stefano De Luigi viene invitato a partecipare al "Master Class" della Fondazione World Press Photo e due anni dopo verrà premiato dalla stessa nella categoria "Art Stories" per il suo lavoro sulla moda. Nel 2000 riceve la "Honorable Mention" del premio Leica Oskar Barnack Awards e una selezione dei suoi reportage viene proiettata al Festival di Arles.
Nel 2000 dà il via anche al progetto "Pornoland", un viaggio fotografico sui set della pornografia nel mondo. Nel 2004 "Pornoland" diventa un libro pubblicato da Thames and Hudson in Stati Uniti e Inghilterra, da Knessebeck in Germania, da La Martinière in Francia, da Contrasto in Italia. Quello stesso anno "Pornoland" viene esposto alla galleria REA a Parigi, nel 2005 alla Galleria di Santa Cecilia a Roma e nel 2007 al Festival Trans-Photographique a Lille. Nel frattempo partecipa anche a delle mostre collettive: "Eurogeneration" al Palazzo Reale di Milano e al Museo di Roma in Trastevere, e "Fotogiornalismo Italiano" alla Fondazione per la Fotografia di Torino e "Beijing In&Out", Triennale Bovisa, Milano 2007.
Come libro "Pornoland" ha vinto il premio "Marco Bastianelli" del 2005.
Tra il 2004 e il 2006 Stefano De Luigi, in collaborazione con Christian Blind Mission, ha realizzato il progetto "Blindness" sulla condizione della cecità nel mondo e sulla lotta per curarla. In procinto di diventare un libro, "Blindness" ha già ricevuto il patrocinio di Vision 2020 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e ha vinto il W. E. Smith Fellowship Grant, edizione 2007.
Nel 2006 Stefano De Luigi ha intrapreso il progetto "Cinema Mundi", che racconta il mondo del cinema alternativo a quello commerciale di Hollywood. Realizzate le prime tappe in Cina, Russia, Iran, Argentina, farà seguire le altre in Nigeria, Corea del Sud e India. Trasformato in un cortometraggio di sette minuti e mezzo, "Cinema Mundi" è stato proiettato al Festival di Locarno, il 4 agosto 2007. Nel 2008 si aggiudica il secondo posto nella categoria "Arts/Single " del World Press Photo.
I reportage di Stefano De Lugi sono stati pubblicati nel corso della sua ventennale carriera dai più importanti magazine internazionali, in particolare Stern, Paris Match, Le Monde, Time, The New Yorker, EyeMazing, L'Espresso, Geo, D di Repubblica, Internazionale.
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