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Terri Weifenbach, Raymond Meeks: UNCORRUPTED ° INCORROTTI

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Terri Weifenbach, Raymond Meeks: UNCORRUPTED ° INCORROTTI

19 Novembre 2021 @ 8:00 8 Gennaio 2022 @ 17:00

TERRI WEIFENBACH e RAYMOND MEEKS
UNCORRUPTED ° INCORROTTI
a cura di Tim Carpenter
20 novembre 2021 – 2 gennaio 2022
inaugurazione venerdì 19 novembre dalle 18.30

Micamera festeggia il diciottesimo compleanno con una mostra di opere inedite degli autori americani Raymond Meeks e Terri Weifenbach.

In omaggio alla collaborazione tra i due fondatori Giulia Zorzi e Flavio Franzoni, che in tempi non sospetti hanno progettato una libreria dedicata alla fotografia contemporanea, Micamera ha invitato Terri Weifenbach e Raymond Meeks, due autori che Tim Carpenter, nella veste di curatore, presenta in una mostra inedita dal significativo titolo: UNCORRUPTED ° INCORROTTI.

Manipolando l’uno le immagini dell’altro e concedendosi il lusso della sperimentazione, Weifenbach e Meeks hanno creato dei dittici: un confronto che è al centro del progetto espositivo e accompagnato da opere singole.  In questo atto di contaminazione e di scambio approdano a un luogo che ha la purezza della ricerca ostinata e della messa in gioco radicale. Non è poi tanto diverso da quello che è successo da Micamera in questi anni, in un dialogo partito a due e ora allargato ai collaboratori, agli autori e agli amici.

Che essere incorrotti significhi proprio questo? Arrivare alla maggiore età con la freschezza di chi ha ancora voglia di esercitare il dubbio e di rischiare di immaginare il mondo e il futuro, accettando anche la possibilità del fallimento?


dal testo curatoriale:

≪ Da sempre, noi esseri umani invidiamo agli oggetti inanimati proprio il loro ostinato e semplice essere cose. In inglese esistono termini eleganti per descrivere (pur indirettamente) quella che percepiamo come una strana completezza dell’inanimato: parole come giveness o thusness possono forse essere tradotte con quiddità, o l’essere oggettivo delle cose. Un dato di fatto che comunque sottolinea, per contrasto, la nostra implicita, eterna incompletezza. (…)

L’opposto di ciò che è dato è ciò che è possibile. Per quanto autonomo e mutevole, ciò che è dato è necessariamente determinato; il possibile, invece, ha origine in qualcosa che esiste, ma possiede una qualità in più: è indeterminato, non ha confini. In altre parole, è libero.

Noi siamo il possibile.

Da infaticabili realisti, Terri Weifenbach e Raymond Meeks hanno sempre radicato il proprio lavoro nelle cose di questo mondo (…) ma come ci mostrano le immagini di Incorrotti, il risultato finale nasce dall’ostinata ricerca di combinazioni possibili, spesso effimere, tra la realtà oggettiva e quella possibile.

Le ripetizioni, ovvero quando un’immagine presenta una piccola variazione rispetto alla precedente, contribuiscono a defamiliarizzare il soggetto (..) spogliando così l’osservatore da preconcetti visivi. Un meccanismo che rende più evidenti anche le possibili relazioni tra autore e soggetto.

In aggiunta, per scardinare eventuali interpretazioni aprioristiche, Weifenbach e Meeks hanno delegato la stampa di un certo numero di immagini proprie all’altro. Il risultato sono questi dittici, ulteriore dimostrazione della mutevolezza della prospettiva, che è sostanza – e libertà – del sé. (…) Come direbbe Wallace Stevens: “una gioia che è essere, non semplicemente sapere”.≫

Tim Carpenter


Nella pratica artistica di Terri Weifenbach il libro occupa un ruolo centrale. Dopo il primo titolo, In Your Dreams, uscito nel 1997, ha pubblicato altri diciassette volumi tra cui Between Maple and Chestnut, Lana, Politics of Flowers e Gift (quest’ultimo insieme a Rinko Kawauchi).
In Your Dreams è stato incluso in The Photobook: A History Volume II di Martin Parr e Gerry Badger. L’ultimo titolo è Cloud Physics, appena uscito in una coedizione Atelier EXB / The Ice Plant e disponibile qui.
Ha esposto in numerose mostre personali e collettive negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone e il suo lavoro è stato pubblicato e recensito spesso dalla stampa internazionale. La sua prima mostra personale in un museo ha avuto luogo nel 2017 presso l’Izu Photo Museum di Clematis no Oka, in Giappone, paese a cui l’artista è molto legata. Le sue opere sono presenti in collezioni internazionali di istituzioni quali il Center for Creative Photography in Arizona e lo Sprengel Museum di Hannover, in Germania. Terri Weifenbach è stata beneficiaria della Guggenheim Fellowship nel 2015.
Raymond Meeks è conosciuto per i suoi libri e per la specifica qualità del proprio lavoro, che tratta della memoria e dei luoghi – o anche, di come un paesaggio può permeare l’individuo, definendolo anche nell’assenza.
Meeks vive e lavora nella valle del fiume Hudson, vicino a New York. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche private, dalla National Gallery of Art di Washington alla George Eastman House di Rochester, NY (USA), o anche alla Bibliothèque Nationale di Parigi. Tra le mostre personali più recenti ricordiamo quelle presso la galleria Casemore Kirkeby di San Francisco e la Galerie Wouter van Leeuwen di Amsterdam.
Halfstory Halflife è il titolo di uno dei suoi lavori recenti più conosciuti. Esposto presso l’ultima edizione del festival di Reggio Emilia, il libro – edito da Chose Commune nel 2018- è stato finalista al premio Paris Photo/Aperture. Anche Ciprian Honey Cathedral (MACK, 2020) ha riscosso grande successo ed è stato finalista al premio al Festival di Arles nel 2021. L’ultima pubblicazione è Somersault (MACK, 2021) e la trovate qui. Raymond Meeks è stato beneficiatio della Guggenheim Fellowship nel 2020.
Tim Carpenter è un fotografo e scrittore che vive e lavora tra Brooklyn e l’Illinois. Ha ottenuto un MFA presso l’Hartford Art School nel 2012, e ha studiato con Alec Soth, Ron Jude, Mark Steinmetz e Doug Dubois.
È co-fondatore della casa editrice indipendente TIS Books.
Ha pubblicato diversi libri, tra cui Local Objects (The Ice Plant, 2017), Christmas Day, Bucks Pond Road (The Ice Plant, 2019) e South of Chicago in collaborazione con Nathan Pearce (Distant Zine, 2021).


Come eravamo: Flavio Franzoni e Giulia Zorzi nel 2003

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