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workshop / GAIA GIANI: L’IMMAGINE CHE RESPIRA. Il corpo nella pratica artistica

Maggio 11 @ 10:00 - Maggio 12 @ 18:00

Maggio 11 @ 10:00 Maggio 12 @ 18:00

photo: Annalisa Piras

I’m a blue and grey landscape
Clarice Lispector

Tra fotografia, long take e piano sequenza

La premessa di questo corso è che non esiste nessuna immagine separata dal corpo che filma o fotografa: la creatività si alimenta di sensazioni fisiche e sentimenti forti che nascono da un sentire profondo, da un’alterazione di stato e da una connessione con il corpo calato nello spazio.
Il desiderio è immergersi di più a fondo, soprattutto nel paesaggio, diventare tutt’uno con la camera (o la macchina fotografica) nel tempo e nello spazio: lo strumento di ripresa diventa un prolungamento del corpo che apre al dialogo con il mondo. La spazializzazione del tempo e la temporalizzazione dello spazio aprono la possibilità di catturare ciò che altrimenti si mostra inafferrabile. Ponendosi in ascolto, concentrandoci sui suoni, possiamo poi lasciarci condurre in “luoghi” in cui l’abitudine del guardare non porta. Nella ripresa temporale dell’immagine in movimento i sensi si compenetrano.

Porsi in una relazione fisica con lo strumento. Imparare ad attendere, calarsi nella situazione, ascoltare, lasciare che il momento scorra, che “l’azione” giunga a compimento, resistendo alla tentazione di scattare quando pensiamo ‘attimo fermati sei bello!’

photo: Mike Slack

Nella ripresa dell’immagine in movimento a volte sembra quasi di danzare. Il piede deve aderire bene a terra, se poi si cammina con la camera a mano, le ginocchia devono essere leggermente piegate, e il bacino basso, si deve camminare sulla stessa linea orizzontale, senza creare oscillazioni, respirando lentamente, così come quando utilizziamo il monopiede. La camera diventa una membrana sottile che aderisce al corpo, esponendoci al rischio dell’immagine imperfetta, ma è proprio nell’assumersi la sfida che percorriamo nuove strade e ci apriamo al mondo.
– Gaia Giani


Il corso sarà teorico e pratico. Verranno analizzati video e fotografie. Sono previsti esercizi sensoriali-percettivi e la realizzazione di un piccolo progetto video creando un piano sequenza.

Gli studenti avranno bisogno di portare con loro:
– camera che fa video – ideale con autofocus – oppure cellulare
– monopiede (per chi ce l’ha) per le esercitazioni
– computer

lingua: italiano
massimo 13 participanti
sabato 11 e domenica 12 maggio presso Micamera
dalle 10 alle 18
costo: 250€ (+IVA)
info e iscrizioni: [email protected]

GAIA GIANI vive e lavora a Milano. Dopo la laurea in filosofia con una tesi sul teatro-danza di Pina Bausch, si trasferisce a Londra, una volta rientrata in Italia lavora come producer creativa e autrice di documentari. Nel 2009 inaugura la prima mostra personale con la video installazione Cesura, che dà inizio alla ricerca e all’attività personale come artista. Nel 2023 realizza la performance sonora Die Wald Liste in collaborazione con la musicista Margareth Kammerer. Nel 2022 Attraversare un corto ambientato nel Parco del Pollino in Basilicata, un sogno composto da memorie collettive e raccontato in albanese. Nel 2019 il corto in pellicola You Sleep Like a Stone, un unico piano sequenza di una camminata nel parco del Ticino. La zona oscura – L’età bambina (2017). Un documentario sul mistero dell’infanzia ambientato in una piccola scuola Montessori. Nel 2015 Solo un documentario su una coppia di danzatori francesi Domunique Dupuy e Francoise Dupuy, in cui indaga la relazione tra vita e danza durante le prove di uno spettacolo al teatro Chaillot di Parigi. Attualmente lavora a un progetto sul paesaggio, la memoria e l’ecologia profonda.