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Chronicles of the Newspaper L’Ora Palermo 1985/1988 – Fabio Sgroi

Chronicles of the Newspaper L’Ora Palermo 1985/1988 – Fabio Sgroi

 30,00

Union Editions, 2022
Copertina morbida, 21 x 29,7 cm
116 pagine, fotografie b/n
Lingua inglese e italiana

Edizione di 300 copie

Disponibile (ordinabile)

Ricordo quegli anni come un momento storico molto cruento.

L’atmosfera in città era molto pesante, perché gli omicidi non riguardavano più  soltanto la cerchia dei clan mafiosi, ma cominciavano ad estendersi oltre, negli ambienti della politica e dell’imprenditoria. Per rendere l’idea: qualche anno prima, mentre andavo di primo mattino alla fermata dell’autobus che mi portava al liceo, mi ero imbattuto in un corpo inerte disteso pancia a terra sulla strada deserta.
Era la vittima di una tipica esecuzione mafiosa.

Una sera mi accadde un fatto strano. Era notte fonda e stavo accompagnando la mia ragazza a casa in motorino. Mentre eravamo fermi al semaforo ad aspettare che scattasse il verde, si accostò una macchina, e dal finestrino il guidatore mi guardò e si poggiò una pistola sul braccio, con la canna puntata verso di me. Non capii mai se fosse un gesto intimidatorio, ma ricordo che aleggiava un’aria spettrale.

Un giorno, nella spiaggia dello Sperone fu trovato il corpo nudo di un uomo, che poi risultò essere quello del calciatore Salvatore Marino, ucciso dagli agenti della squadra mobile di Palermo durante un interrogatorio e poi abbandonato sulla battigia.

Un fatto che scosse tutta la città fu la morte di due studenti del liceo investiti dall’auto della scorta del giudice Paolo Borsellino: l’autista aveva perso il controllo del veicolo, e falciò i due ragazzi mentre aspettavano l’autobus alla fermata.

Poi cominciò la costruzione dell’Aula Bunker al carcere dell’Ucciardone, il luogo in cui si sarebbe svolto il Maxiprocesso, che diede una svolta a tutto quello che stava accadendo, condannando un gran numero di mafiosi. Per quell’occasione mi prestarono un corpo macchina, una Voigtländer che si bloccava, così ad ogni scatto dovevo togliere l’obbiettivo, abbassare lo specchio, rimontare la lente e riscattare.
Dovetti ripetere la procedura per tutta la pellicola.

La rotativa chiudeva intorno a mezzogiorno, e dato che il giornale usciva nel primo pomeriggio, per coprire gli articoli dei giornalisti bisognava precipitarsi sul posto. Subito dopo si entrava in camera oscura a sviluppare i negativi; una volta asciutti, si stampavano le foto in carta politenata, formato 13×18, e si consegnavano al più presto in sede, a volte ancora bagnate.

Quando iniziai a collaborare con L’Ora avevo vent’anni.

Fabio Sgroi

Informazioni aggiuntive

Peso1 kg
Giorni di attesa

7

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