“Flattened in Time and Space” è un racconto familiare che si sviluppa intorno alla figura di Concetto, nonno di Angelo, nato a Scicli nel 1921.
Mezzo secolo di immagini compongono una narrazione che non rispetta nessuna delle regole a cui siamo abituati. Gli autori non vengono mai identificati: sono i diversi membri della famiglia e persino gli amici. I luoghi vengono ricomposti senza alcun rispetto della geografia e soprattutto, la sequenza non segue il tempo della storia.
Flattened in Time and Space crea una nuova narrazione e cerca di raccontare la propria storia attraverso un processo riassemblativo. Così, Vignali ricostruisce la trama, riguarda al passato e ai racconti familiari, fino a trovare una nuova sua – personalissima – coerenza interna.
F.I.T.A.S. è un ritratto che nasce dalle relazioni tra le persone, dai luoghi e dagli eventi che hanno animato la vita di Concetto. Un susseguirsi di sguardi dal finestrino che si affacciano sulla campagna: le fattorie e i distributori di benzina abbandonati, le polverose colline siciliane, il cielo e il Mar Mediterraneo. La magnificenza dei monumenti, che un attimo dopo ritroviamo erosi dal tempo, abbandonati. Solo pochi personaggi di sfondo punteggiano il paesaggio, fino a quell’interno domestico, sempre uguale, ma diverso nei dettagli: la casa che Concetto stesso ha costruito, e dove vive ancora oggi.
C’è un “lessico familiare” nel modo in cui guardiamo e rappresentiamo i luoghi e le persone che ci sono care – la nostra storia?