Il Giardino di Tutti: Storia dei Giardini Pubblici di Reggio Emilia – autori vari

 80,00

Biblioteca Panizzi, 1991
Copertina flessibile, 22 x 22 cm
88 pagine, immagini a colori e in bianco e nero
Lingua: italiano

Condizioni perfette

Disponibile

E’ proprio dalla cittadella fortificata, simbolo della resistenza contro il dominio estense, che vengono progettati i Giardini pubblici di Reggio Emilia. All’abbattimento delle vecchie mura seguì l’elegante sistemazione urbanistica della zona, con la nascita del primo spazio di verde pubblico. Il progetto, dallo spiccato spirito illuministico, ridisegnava un’importante area della città ponendo al centro una serie di nuove e moderne funzioni di pubblica utilità.

Il Giardino di Tutti ripercorre la storia dei Giardini pubblici di Reggio Emilia, che negli anni hanno subito diverse alterazioni e modifiche che ne hanno ridisegnato l’architettura originaria: da pista circolare per cavalli a zona pedonale, fino ad arrivare alla sistemazione definitiva nel 1927. Questo libro, donandoci accesso a planimetrie, progetti pubblici, immagini di archivio e testi storici, tenta di racchiudere la storia di un’area che caratterizza e qualifica come poche altre la città di Reggio Emilia.

La narrazione sui giardini culmina con una sezione di fotografie scattate da Luigi Ghirri, accompagnate da un breve e poetico testo, dal titolo “Le dolci lettere”. Ghirri, qui, racconta dell’ultima intervista del grande direttore d’orchestra Leonard Bernstein, nella quale lui ricordava il modo in cui era stato iniziato alla lettura da un’usanza ebraica singolare e straordinaria. L’insegnante delle scuole elementari scriveva le lettere dell’alfabeto con il miele su una lavagnetta, che faceva leccare ai bambini una volta che avessero letto nel modo corretto. L’apprendimento, così, diventava un’attività indissolubilmente ad una sensazione di benessere.
“Credo che questo aneddoto” scrive Ghirri “solo apparentemente non abbia molto in comune con i Giardini pubblici di Reggio Emilia, perché in effetti, a pensarci bene mi sembra che i giardini, i parchi di qualsiasi città e luogo della terra siano un po’ come le “dolci lettere” di Bernstein”.

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