Il termine “grand ensemble” si riferisce sia ai quartieri popolari costruiti in molte città francesi tra il 1950 e il 1970 sia al libro stesso, al cui interno si avvicendano cartoline utilizzate per promuovere il trasferimento nei nuovi palazzoni popolari, ingrandimenti dei personaggi che vi compaiono e fotografie di implosioni edilizie, queste ultime metafora dell’instabilità degli edifici e ancor di più della fragilità dell’utopia alla base della loro costruzione. Alla fine del libro una serie di brevi testi, trovati sul retro delle cartoline, raffigura un dialogo immaginario tra i diversi abitanti.
Promessa di un mondo nuovo e coraggioso e al contempo causa di tutti i problemi, l’“urbanistica moderna” è qui immaginata e raffigurata, con intelligenza e delicatezza, in tutte le sue ambivalenze.