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Tereska & Her Photographer: A Story – Carole Naggar, David “Chim” Seymour (firmato)

Tereska & Her Photographer: A Story – Carole Naggar, David “Chim” Seymour (firmato)

 40,00

Russet Lederman Inc, 2019
Copertina rigida,16,5 x 24 cm
106 pagine, 72 fotografie in bianco e nero
Lingua inglese

Disponibile su ordinazione

Tereska and her Photographer attira la nostra attenzione grazie allo scarabocchio argentato che porta in copertina: un giorno di settembre del 1948, David Seymour, conosciuto come “Chim”, fotografava una bambina – Tereska – in una scuola elementare di Varsavia, intenta a riprodurre su una lavagna la sua casa – lo scarabocchio argentato, appunto – distrutta durante uno dei tanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Quella foto scattata da David ‘Chim’ Seymour, uno dei co-fondatori di Magnum, venne poi pubblicata sulla rivista LIFE con la didascalia ‘Le ferite dei bambini non sono tutte esteriori. Quelle della mente, create da anni di dolore, richiedono anni per essere guarite”. Nel 1954/1955 Tereska venne inviata in un ospedale psichiatrico – la scheggia di una granata durante il bombardamento di casa sua aveva irrimediabilmente danneggiato il suo cervello. Qui, all’età di 37 anni, morì soffocata da un boccone di cibo che aveva rubato ad un altro paziente.

Anche per Seymour la morte arrivò in maniera inaspettata: fu ucciso da un proiettile vagante nel 1956 a Suez, mentre stava documentando la guerra Arabo-Israeliana, quattro giorni dopo la firma dell’armistizio.

Carole Naggar prende spunto da questi due destini così misteriosamente intrecciati per riscriverne le storie e i pensieri, come se in realtà dopo quello scatto non si fossero mai allontanati nello spirito.

La fotografia di Chim, divenuta simbolo del destino che la guerra infligge ai bambini, rimane uno degli unici ritratti di Tereska bambina. Come intrappolata nell’intricata rete di gesso che lei stessa ha costruito, è rimasta lì, congelata nel tempo: per lei, la guerra non è mai finita.

Il piccolo foro che ci accompagna, dalla copertina attraverso tutte le pagine del libro, vuole essere un’allusione all’”oggetto distrutto” da una tragedia e alla tragica morte del fotografo.
A me piace pensare che Tereska abbia usato un forellino simile per sbirciare il mondo che la circondava, protetta da quella tavola di grafite su cui lei aveva disegnato la sua casa, immaginata e al contempo tremendamente reale.

Informazioni aggiuntive

Peso 1 kg
Isbn

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