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Uncommon Places. The Complete Works – Stephen Shore

Uncommon Places. The Complete Works – Stephen Shore

 120,00

Thames&Hudson, 2015 (III edizione)
Copertina rigida, 32×26 cm
208 pagine, 180 fotografie a colori
Lingua inglese

Edizione riveduta ed ampliata con immagini inedite

Disponibile (ordinabile)

Nel gennaio del 1975 William Jenkins curò, presso la George Eastman House di Rochester, la mostra New Topographics: Photographs of a Man-Altered Landscape. I dieci autori selezionati, quasi tutti americani, erano: Robert Adams, Lewis Baltz, Joe Deal, Frank Gohlke, Nicholas Nixon, John Schott, Stephen Shore e Henty Wessel Jr. e i coniugi tedeschi Bernd e Hilla Becher.
Ad eccezione di Stephen Shore, tutti presentarono immagini in bianco e nero.

La mostra segnò un cambiamento radicale nella storia della fotografia e ‘New Topographics’ diventò il nome di uno stile, identificando un vero e proprio movimento.
A rendere così impotante questa mostra fu il nuovo approccio alla fotografia di paesaggio: dalla celebrazione della natura incontaminata – dalle meravigliose immagini di Ansel Adams – si passava improvvisamente al mondo ‘così com’era nella realtà’, affatto spettacolare, modificato dall’uomo, guardato attraverso l’obiettivo rigoroso degli autori.

Breve divagazione:
Non sorprende affatto leggere che nel 1975 a gran parte del pubblico e della critica quella mostra non piacque affatto (in compenso, adesso è la seconda esposizione più citata nella storia della fotografia). Racconta Il Guardian in un articolo che gli studenti dell’Università di Rochester furono incaricati di fare una specie di sondaggio, intervistando il pubblico. La maggior parte dei visitatori espresse opinioni negative. Un signore, sorprendendosi nel riconoscere il proprio camion in una fotografia di Robert Adams, commentò: “All’inizio sembrano insignificanti, ma se le guardi meglio ti accorgi che mostrano le cose per come sono. Questo è interessante, lo è davvero.”

In questo contesto è da leggere il lavoro di Stephen Shore. Pubblicato nella sua prima edizione nel 1982, le immagini a colori, di grande formato, rappresentano un tentativo di articolare gli archetipi visivi che contribuiscono a creare l’immagine americana.
I luoghi che racconta testimoniano la trasformazione del paesaggio e diventano la sintesi, il simbolo dell’Americanità degli anni ’80.

Scrive Shore nel 1982 “Fino all’età di 23 anni ho vissuto sostanzialmente a Manhattan. Nel 1972 sono partito con un amico, eravamo diretti ad Amarillo, Texas. Poiché non guidavo, la mia prima scoperta dell’America è stata incorniciata dal finestrino della macchina. Fu uno shock”.

Uncommon Places è una raccolta delle immagini dei viaggi di Shore attraverso il paese. Nuove narrazioni scaturiscono dal profondo di ogni fotografia: un parcheggio racconta il sogno realizzato dell’industria automobilistica americana, un gigantesco cartellone pubblicitario si fa beffa del paesaggio di cui ostacola la vista. Shore colleziona simboli con intelligente intuizione e grande maestria.

Informazioni aggiuntive

Peso 3 kg
Dimensioni 26 × 32 cm
Editore

Luogo

Anno

Copertina

Pagine

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